20/02/10






Chiara:
Ci siamo. Ultimo giorno ad Adelaide. Naturalmente vedo tutto con gli occhi di chi parte e sa che non tornerà per molto tempo. In due mesi abbondanti si creano familiarità che dispiace lasciare. E poi quelle di oggi sono state ore frenetiche e mi ritrovo già molto stanca ancora prima di affrontare il lungo viaggio di ritorno. Si parte domani a mezzogiorno e si arriva a Venezia alle due del giorno dopo. Se si aggiungono le 9h30 di differenza nel fuso orario sono 36 ore di viaggio!!
La parte più bella di questa giornata è stata la sera. Ci siamo ritrovati con Grant e le ragazze, Dot, i nostri amici tedeschi e i cugini più affezionati a cenare sull'erba di fronte alla spiaggia di Glenelg. Pizza e fish&chips guardando il tramonto. Trentotto gradi.
Grazie a tutti della compagnia. Senza questo diario, i vostri commenti, le email, skype, sarebbe stato tutto meno bello, davvero! Non vedo l'ora di vedervi. Vado a nanna che ho un sonno bestiale. Notte....
P.S. Non vedo l'ora anche di pagare un euro e venti per un cappuccino! Ho una voglia tremenda di vita normale e di semplicità.

19/02/10




Chiara:
Quinto risveglio a Port Elliot e sono felice di sentire gli uccelli…
Oggi avevamo in programma la visita ad un parco naturale per far vedere gli animali australiani ai nostri amici, ma loro non reggono più i nostri ritmi e quindi relax. Tutto con calma… Sveglia, corsetta assieme per 20 minuti, loro poi girano per il ritorno e io decido di proseguire con Lance che vuole fare un po’ di più. Lui si ferma a fare stretching e io proseguo… Ora sì che mi riconosco. Una corsa magnifica, tutta lungo la costa sull’oceano. Per qualche minuto abbiamo corso anche in compagnia di un giovane canguro, che un po’ salterellava, un po’ ci aspettava. Sembra che tutti gli elementi ci stiano salutando.
E per ora vi saluto pure io. Sono le cinque del pomeriggio e le onde mi attendono! Per cena prevediamo ostriche e birra, le specialità del posto… se non mi ammazzano le onde, ci penseranno i molluschi. Bello vivere pericolosamente!

18/02/10




Chiara:
Quarta giornata a Port Elliot e gli uccelli non mi danno più fastidio…
Oggi lunga passeggiata in compagnia, siamo in cinque, si chiacchiera, ci si guarda attorno con molta calma, si fanno foto, ci si ferma a bere un caffè… insomma 1km e mezzo in 2 ore! Capisco che in effetti può sembrare che io solitamente corra troppo, per chi è abituato così…
Nel primo pomeriggio riportiamo la nostra amica all’aeroporto e, senza perdere un minuto, ce ne torniamo a Port Elliot a fare body surfing. La nostra nuova passione. Ormai sembriamo quasi surfisti veri: costume sempre addosso, capelli arruffati dalla salsedine, sabbia in ogni piega del corpo, insomma dei selvaggi.
Sembriamo. Perché io ieri, dopo solo mezz’ora, ero completamente distrutta. Una lotta impari tra me e le onde, non facevo che qualche metro e queste mi scaraventavano indietro. Anche quando riuscivo ad avere la meglio e ad arrivare un po’ al largo, invece di volare sull’onda, questa si appropriava di me e mi faceva compiere giravolte infinite fino a riva sulla sabbia… Temo che mi annoierò quest’estate a Marina d’Eraclea…

17/02/10





Chiara:
Riflettevo, questa mattina, alle 5… e che altro potevo fare?
Riflettevo, dunque, su come sia diverso fare esperienza di un luogo visitandolo da turista o vivendoci, anche se solo per poco.
Son qui ora con i nostri amici europei e quasi dimentico di essere in un altro continente. Il paese si è trasformato in una serie di attrazioni, caffè, ristoranti, pacchetti turistici… quasi quasi, dopotutto questo attendere, preferivo prima.
Non che non mi stia godendo queste giornate, tutt’altro, e quindi continuo a raccontarvele.
La sveglia alle 5 non è voluta, naturalmente… Non siamo più in città, ma in un piccolo paesino sull’oceano, che si raggiunge lasciandosi alle spalle Adelaide e attraversando valli e colline. La natura ha più spazio qui. E la natura australiana è alquanto prepotente. Uccelli! Tanti, tantissimi uccelli. Milioni e bellissimi: soprattutto i bianchi cockatoo, le coloratissime rosella, i magpie che ti mangiano i capelli… E tutti molto, molto rumorosi. Non la smettono un secondo di divertirsi come matti per tutta la notte con i loro versi. Se pur si soccombe dalla stanchezza per qualche ora, la mattina non c’è nulla da fare…
Ieri è stata una giornata piena. Al mattino siamo tornati ad Adelaide per recuperare dall’aeroporto un’amica che ci raggiungeva da Shanghai, così abbiamo pensato di passare la giornata in città facendo da ciceroni. Avevamo programmato un bel giro a piedi del centro artistico, universitario, con passaggio attraverso il parco botanico…I 35 gradi ormai ci fanno un baffo! Ma dopo poche decine di minuti i nostri amici iniziavano già a liquefarsi… li abbiamo piazzati al museo del vino all’aria condizionata e siamo andati a prendere la macchina per proseguire il tour più comodamente. Breve deviazione verso Mount Lofty, il punto più alto della città a 700m circa, e avvistamento di koala… phiuuuuu! Giusto, giusto quando iniziavano a dubitare della loro esistenza.
Questa coppia di amici tedeschi ci copia da quando ci conosciamo! Noi siamo diventati sommelier, loro qualcosa di equivalente… noi abbiamo iniziato a correre, loro pure. A bere son più bravi loro (e infatti io dopo due bicchieri sono già molto divertente…), a correre siamo più bravi noi (Enrico, so esattamente la parola che hai in mente in questo momento). Però è bello avere questi interessi in comune, così al pomeriggio abbiamo potuto trascinarli alla pista di atletica, per le solite gare del mercoledì, senza troppe storie. Questa volta ho provato i 5km, tranquilla, d’altronde non ho scelta, sono proprio finita! Lance si è ripetuto nei 1500 vincendo, of course.
Cena in quello che rimarrà il mio ristorante preferito di questo viaggio, il Cafè Michael, tailandese, e ritorno a Port Elliot dai nostri amati uccelli.
Per Lance giornata indimenticabile. A pranzo ha incontrato il campione del mondo di ciclismo a cronometro under 23, Jack Bobridge. E’ un ragazzino australiano gentile e carino. Lance era in visibilio, felice di mangiare nello stesso posto scelto da un campione. Meglio di un vero allenamento per la psiche!

16/02/10




Lance:
Oggi scrivo io… l’Hic della Chiara di ieri è continuato anche oggi e non credo sia in grado a mettere giù una frase coerente. Io invece avevo due scuse per non bere oggi: 1) il male dell’altro giorno e 2) sono stato il “designated driver”, cioè le persona responsabile che non beve per poter guidare. Così sono anche il “designated blog writer”. Comunque prima che pensiate che siamo (sono) tutti alcolizzati, vi speigo come sono andate le cose oggi. Siamo andati a McLaren Vale, zona rinomata per i vini, soprattutto i rossi. Lì abbiamo preso un pacchetto degustazione che comprendeva una serie di formaggi da abbinare ai vini di 4 cantine della zona. Così alle 11 del mattino siamo partiti, molto contenti della bella cosa che stavamo facendo. Se gli abbinamenti vino-formaggio erano azzeccatissimi, meno fortunato era l’abbinamento vino-caldo australiano-jet lag, e dopo la terza cantina si vedevono già i primi segni di cedimento. Chiara ha tenuto botta fino alla fine, una bellissima sala degustazione dentro una vecchia cappella. Scherzi a parte, è stata una bellissima giornata, finita con un giro alla spiaggia per fare un pò di body-surf prima di cenare al pub della zona – martedì serata speciale “seafood”, per chi mi conosce sa che questo cade a fagiolo! Alternativa Wiener Schnitzel, cioè cotoletta, non mi lamento.

15/02/10





Chiara:
Temo ci siano ben poche possibilità che stasera riesca a fare un buon lavoro con il blog…
Sono arrivati i nostri amici dalla Germania e io sono così felice e rilassata, che ora mi trovo lascivamente spalmata sul pavimento a chiaccherare sorseggiando vino rosso… Ci provo comunque.
Gli amici sono la cosa più bella del mondo. Questa è stata forse la giornata più brutta atmosfericamente, ma per me meravigliosa. Abbiamo passato il tempo passeggiando, chiaccherando, scherzando, cucinando, mangiando assieme spaghetti al pomodoro, insalata condita con olio e rosmarino… devo forse aggiungere altri ingredienti? Oggi, più che il diario delle cose fatte, vale la pena condividere le sensazioni. E vorrei ringraziare tutte le persone che ho incontrato e reincontrato in questi ultimi mesi e che in poco tempo sono diventate così importanti per me. Anche gli amici di lunga data non sono più scontati, figure statiche sullo sfondo della mia vita. Ho subìto una trasformazione dovuta al dolore ed ora posso gioire di più, più profondamente.
Lo so, me ne rendo conto… vi vedo storcere il naso, avete ragione, sono un pelino brilla.
Però…. in vino veritas! Hic!

14/02/10




Lance:
Non posso non rispondere alla “provocazione” di ieri… secondo Chiara sarei sempre al pronto soccorso, ma ricordo solo un’altra volta in vacanza, un taglio alla fronte in Austria, ed io che corragiosamente guido in “Italia” (San Candido) per farmi medicare….
Comunque ve la racconto io la mia storia: forti dolori all’addome per 6 ore consecutive, non ne potevo più, anche se sapevo cosa mi aspetttava al pronto soccorso. Alla fine non è andata male: solo un’ora per farmi visitare la prima volta, una dottoressa tirocinante (intern) della Malesia, giovane, con velo sulla testa e maniere molto carine ma un po’ troppo timida… ha fatto fatica a prelevarmi il sangue ma dopo alcune ore si è sciolta un pò ed ha fatto meno fatica ad inserire il dito nel… spero che servisse per la diagnosi e non fosse solo un modo per conoscermi meglio! Tutte cose fatte con 1 metro di distanza fra me e gli altri 5 pazienti del reparto. Come ha detto Chiara, niente privacy. In 7 ore mi sono fatto un bel po’ di conoscenze mediche, ascoltando i problemi degli altri. Ho anche imparato tante cose delle lore vite private. Una cosa interessante è stata osservare il rapporto tra medici (tutti asiatici) e pazienti (tutti europei, nel senso dell'origine etnica). I medici erano molto bravi, ma a volte i pazienti usavano termini colloqiali che i medici non riuscivano a capire. Così i ruoli erano invertiti, di solito i medici usano termini che noi pazienti non capiamo…. Comunque dall’ospedale sono uscito vivo, ma stordito dagli antidolorifici forti che mi hanno dato… quasi quasi stavo meglio prima di entrare. Oggi sto meglio, non ancora al 100% ma almeno mangio senza dolori allo stomaco.
Oggi San Valentino, nonostante la mia “malattia” ho regalato un bel vestitino australiano a Chiara (vedi foto). Mattina caffè con mia mamma, poi a casa per prepare le valigie, domani andiamo via e torniamo qui il giorno prima di partire per l’Italia. Pomeriggio di riposo, un giro al mare, giornata bella, 28 gradi e sole.

Chiara:
Oggi è stato il nostro ultimo giorno a Glenelg e così ho fatto per l’ultima volta le cose più importanti: sono uscita a bere il caffelatte al bar con Dot, sono stata alla spiaggia, ho corso attorno al lago e ho mangiato il gelato al pistacchio… mamma mia come sono scesa in basso. Fortuna che tra poco torno.
Domani arrivano i nostri amici dalla Germania e passeremo con loro l’ultima settimana a Port Elliot, una località sul mare a circa un’ora da Adelaide. La bella notizia è che saremo in vacanza, faremo un sacco di cose belle e quindi ne avremo da raccontare… La brutta notizia è che non avremo accesso ad internet, e quindi niente blog giornaliero… Io farò la brava ed ogni sera butterò giù un breve riassunto della giornata, promesso Michele! E se riusciremo a trovare un qualche aggancio nell’etere, spediremo.
Sono felice! Domani tocco con mano due europei!!