


Chiara:
Riflettevo, questa mattina, alle 5… e che altro potevo fare?
Riflettevo, dunque, su come sia diverso fare esperienza di un luogo visitandolo da turista o vivendoci, anche se solo per poco.
Son qui ora con i nostri amici europei e quasi dimentico di essere in un altro continente. Il paese si è trasformato in una serie di attrazioni, caffè, ristoranti, pacchetti turistici… quasi quasi, dopotutto questo attendere, preferivo prima.
Non che non mi stia godendo queste giornate, tutt’altro, e quindi continuo a raccontarvele.
La sveglia alle 5 non è voluta, naturalmente… Non siamo più in città, ma in un piccolo paesino sull’oceano, che si raggiunge lasciandosi alle spalle Adelaide e attraversando valli e colline. La natura ha più spazio qui. E la natura australiana è alquanto prepotente. Uccelli! Tanti, tantissimi uccelli. Milioni e bellissimi: soprattutto i bianchi cockatoo, le coloratissime rosella, i magpie che ti mangiano i capelli… E tutti molto, molto rumorosi. Non la smettono un secondo di divertirsi come matti per tutta la notte con i loro versi. Se pur si soccombe dalla stanchezza per qualche ora, la mattina non c’è nulla da fare…
Ieri è stata una giornata piena. Al mattino siamo tornati ad Adelaide per recuperare dall’aeroporto un’amica che ci raggiungeva da Shanghai, così abbiamo pensato di passare la giornata in città facendo da ciceroni. Avevamo programmato un bel giro a piedi del centro artistico, universitario, con passaggio attraverso il parco botanico…I 35 gradi ormai ci fanno un baffo! Ma dopo poche decine di minuti i nostri amici iniziavano già a liquefarsi… li abbiamo piazzati al museo del vino all’aria condizionata e siamo andati a prendere la macchina per proseguire il tour più comodamente. Breve deviazione verso Mount Lofty, il punto più alto della città a 700m circa, e avvistamento di koala… phiuuuuu! Giusto, giusto quando iniziavano a dubitare della loro esistenza.
Questa coppia di amici tedeschi ci copia da quando ci conosciamo! Noi siamo diventati sommelier, loro qualcosa di equivalente… noi abbiamo iniziato a correre, loro pure. A bere son più bravi loro (e infatti io dopo due bicchieri sono già molto divertente…), a correre siamo più bravi noi (Enrico, so esattamente la parola che hai in mente in questo momento). Però è bello avere questi interessi in comune, così al pomeriggio abbiamo potuto trascinarli alla pista di atletica, per le solite gare del mercoledì, senza troppe storie. Questa volta ho provato i 5km, tranquilla, d’altronde non ho scelta, sono proprio finita! Lance si è ripetuto nei 1500 vincendo, of course.
Cena in quello che rimarrà il mio ristorante preferito di questo viaggio, il Cafè Michael, tailandese, e ritorno a Port Elliot dai nostri amati uccelli.
Per Lance giornata indimenticabile. A pranzo ha incontrato il campione del mondo di ciclismo a cronometro under 23, Jack Bobridge. E’ un ragazzino australiano gentile e carino. Lance era in visibilio, felice di mangiare nello stesso posto scelto da un campione. Meglio di un vero allenamento per la psiche!