17/01/10



In fuga, Oscar Pereiro (davanti) vincitore del Tour de France del 2006 con Lance Armstrong (terzo), vincitore di 7 Tour




Il pubblico appassionato, mio cugino Lachlan con il figlio Beau, Lance, un amico Brendan e Chiara




Lance:
Di cosa parlo oggi… indovinate un po’… di ciclismo!
Per non essere troppo noioso racconterò la gara in breve. Oggi c’era una sorta di “prologo” al Tour Down Under”, una gara a parte, ma con gli stessi concorrenti (non conta per la classifica finale). Fanno 30 giri di un circuito cittadino. Il circuito è lo stesso che usavano per la Formula 1 quando il Gran Premio era ad Adelaide (cioè, prima che Melbourne ce lo fregasse). Il bello è che li vedi passare 30 volte, anche se alla media di oltre 50 all’ora, quindi vedi poco. Lance è andato in fuga per metà gara quindi ha guisitifcato l’ingaggio millionario. Alla fine ha vinto un neozelandese della nuova squadra Sky.
Di mattina siamo andati a ritirare la maglia della gara di venerdì prossimo al villaggio del Tour, in centro città. Dopo siamo andati all’Hilton Hotel per bere un caffè. L’Hilton è l’albergo dove alloggiano tutte le squadre. Purtroppo erano già tutti partiti per l’allenamento della mattina, abbiamo visto da vicino solo i ragazzi della Rabobank. Lì seduti sulle poltrone comode della hall dell’albergo, leggendo il giornale (che sarebbe gratis per gli ospiti, non per noi), facendo finta di apparetenere all’entourage, Chiara ha commentato: mi piacciono gli australiani, sono idioti, li puoi fregare come vuoi.

First real bike racing, finally. The Cancer Classic around the streets of Adelaide’s East End, where the Formula 1 circuit used to be (before Melbourne stole it from us!). The cyclists ride 30 laps of a short course, so you see them go by ever 2 minutes or so, well, you don’t really see them, they just sort of rush by in a blur.
Lance Armstrong earned his pay and rode in a breakaway for much of the race, which was great for the fans. In the end though the new Sky team rode very strongly at the end, and finished 1st and 2nd.
In the morning I picked up my jersey for the ride on Friday, and had a coffee at the Hilton, hoping to see some cyclists, but most were out on their training ride.




Chiara:
Grazie per i commenti, da qualche giorno vi sto rispondendo direttamente lì. Cavoli, c’è un sacco di gente che legge sto blog! Chi l’avrebbe mai pensato.. Inizio a sentire una certa responsabilità. A volte arrivo a sera spenta e senza molta voglia di scrivere ma poi penso a Michele, che ha scommesso sul giorno in cui smetteremo, e non mollo neanche morta!!
Senza dubbio in questi giorni è il ciclismo a farla da padrone. Io non ne sono visceralmente appassionata, ma è difficile non farsi prendere dalle emozioni. Purtroppo gli italiani non sono venuti in forze (e non hanno scusanti perché invece gli altri europei ci sono!), solo 7-8, quasi tutti nella Liquigas. Alla gara di ieri sembravano in allenamento… va beh. Io ho deciso di tenere per Cadel Evans, australiano, campione del mondo ma persona di basso profilo. Son però pronta a voltar faccia immediatamente (eh, sono pur sempre italiana e me ne vanto!) e dare il mio incondizionato amore e sostegno al prossimo italiano che farà qualcosa di buono al Tour Down Under.
La giornata si conclude con cena al ristorante tailandese, naturalmente alle 18.00.

2 commenti:

  1. Ciao ragazzi.
    Chiara: prima selvaggi e ora idioti...Certo che i complimenti si sprecano per i poveri australiani....;-)
    Temo che Michele abbia già perso la sua scommessa perché Chiara non mollerà Mai....
    Lance: alla fine sei riuscito a cenare in un ristorante etnico eh...
    In attesa del prossimo resoconto....un saluto dall'Italia. Ciao.
    Marco

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  2. Marco! Sai che lo sapevo che avresti notato... Michele lo ha fatto apposta a dire così, mi conosce praticamente da quando ero in fasce. Il ristorante tailandese è stato una cosa divina, quindi take away da lì almeno due volte alla settimana adesso! A presto!

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