13/02/10


Chiara:
A me pareva un po’ strano… una sola settimana ancora e ce ne saremo andati da Adelaide senza avere nessuna idea di come fosse fatto… il Pronto Soccorso!
Mi pareva strano perché, come forse non tutti voi sapete, Lance è uno dei maggiori collezionisti al mondo (ancora in vita…) di visite ai reparti di emergenza di tutti i paesi in cui si viene a trovare.
La ragione per cui ci aveva risparmiati, questa volta, era forse dovuta alle raccapriccianti informazioni che avevamo raccolto nei giorni precedenti sulla situazione ospedaliera di Adelaide…
Tuttavia, dopo un’altra notte insonne con dolori addominali atroci, ci siamo infilati in macchina e diretti verso il Queen Elizabeth Hospital. Di sabato mattina: THE DAY AFTER!
Chi di voi ha esperienza di un qualsiasi paese anglosassone sa bene che il venerdì sera scorrono fiumi di alcool, con annessi e connessi che vi lascio immaginare. Bisogna dire che anche senza alcool la varia umanità australiana è già di per sé abbastanza bizzarra. Abbiamo visto ogni sorta di infortunio. Dita dei piedi tagliate in due. Gente che come si risveglia arriva, a piedi, ma senza scarpe né vestiti. Criminali accompagnati dalla polizia, che qui ha un ufficio al pronto soccorso. Aborigeni che hanno bisogno di mediatori culturali (e questo per me è stato interessante)… Tutto sotto gli occhi di tutti. Privacy zero. Ma non l’avevano inventata loro?
Nelle sette ore che abbiamo trascorso lì, però, Lance è stato visitato da una decina di persone, ognuna di un’etnia diversa, tutte estremamente gentili, professionali, tranquille, attente. Anche gli esami non gli sono stati lesinati e sembra non esserci nulla di preoccupante. Purtroppo però qui vanno giù pesanti con gli antidolorifici e gli è stato somministrato un medicinale a base di morfina!! A dieci ore da questa azione secondo me criminale ha ancora la nausea.
Quindi, fino a quando non si sentirà bene, terrò sospeso il mio giudizio.
PERO' MI SONO FATTA FARE L'AUTOGRAFO DAL DOTTORE!!!

12/02/10


Lance:
Dicono che ridere è una buona medicina… ma dovrebbe essere il paziente che ride non i parenti giusto? Ho appena passato 24 ore col mal di pancia e mia mamma non fa altro che ridere, dice che esagero! Oltre il danno, anche la beffa… adesso ho un dente rotto e non sono coperto dall’assicurazione medica qui, essendo residente in Italia. Mi tocca tenermelo così per 10 giorni.
Così malanni a parte, non ho fatto granché oggi, solo lavoro e riposo. Ieri sono stato in giro con mio cugino Lachlan e suo cugino Haydn a visitare l’azienda di famiglia. Negli ultimi anni è cresciuta tantissimo, specializzandosi nel riciclaggio dell’umido (scarti di cucina ecc.) e producendo vari tipi di compost. I clienti principali sono gli orticoltori ed i prodottori di vino, che soffrono tanto per la mancanza di acqua, quindi devono coprire bene le coltivazioni per evitare le evaporazioni. Adesso la Jeffries (il nome dell’azienda di famiglia) sta istallando un nuovo macchinario pazzesco che gestisce il ciclo del compost dall’inizio alla fine.
Ormai siamo agli ultimi giorni qui a Glenelg. Sono un po’ triste, mi mancherà la possibilità di buttarmi dentro il mare dopo una corsa.

11/02/10





Chiara:
Questa notte mi sono impadronita dell’unica stanza della casa dotata di una specie di aggeggio dell’anteguerra che sputa fuori aria condizionata, facendo però un rumore mostruoso. Tuttavia non avevo scelta. Bruciata dal sole, con alle spalle una notte insonne per il caldo, dovevo cercare di dormire un po’. E devo avercela fatta, almeno per qualche ora, perché al mio risveglio, poco prima delle sei, ho aperto il portoncino d’ingresso per respirare l’aria fresca del mattino e mi sono ritrovata ai piedi una lettera con sopra il mio nome….
Quando e da chi poteva essere stata lasciata lì, che non mi ero accorta di nulla??
Qualcuno che sapeva il mio nome, e lo scriveva pure correttamente? Qui in Australia?
Aiuto!!!
Mi è subito venuto in mente il pedinatore!! E con lui anche quel film con Cameron Diaz ‘Tutti pazzi per Mary’, ricordate? Dunque lo stalking esiste davvero?
Ma naturalmente non era nulla di così drammatico ed eccitante, si trattava più semplicemente di una mia alunna che mi aveva lasciato un bigliettino di ringraziamento… Così mi sento commossa, grata, ritorno subito in me e mi ricordo di avere 42 anni suonati e soprattutto di non avere nulla in comune con Cameron Diaz…
Ma torniamo al pedinatore, perché anch’io ho la mia teoria… sempre per via delle ore insonni e del caldo che mi sta lentamente, inesorabilmente, lessando quel poco di cervello che mi ritrovo!
A pochi metri da casa nostra c’è l’abitazione di uno degli uomini più ricchi di Adelaide. La casa sembra un bunker, non si riesce a vederci dentro, cosa assai strana qui in Australia dove tutto è letteralmente alla luce del sole. Dot, a cui non sfugge nulla (avete presente la signora anglosassone che spia i movimenti dei vicini scostando lievemente la tendina bianca dalla finestra?… Eccola!), dice che ogni mattino presto sente innaffiare a volontà il giardino, altra cosa molto insolita da queste parti, dove l’acqua è oro e utilizzata con il contagocce…
Marijuana! Dice lei con convinzione.
Io non so, ma passo davanti a quella casa ogni giorno per andare alla spiaggia o iniziare la mia corsetta, e provo sempre una brutta sensazione, lì dentro succede qualcosa di strano…
Ma torniamo al pedinatore. Secondo me sta controllando quella casa e non certo la nostra... La sua posizione è perfetta, può facilmente vedere l’abitazione del miliardario dallo specchietto retrovisore… E vista la facilità con cui lo abbiamo notato noi, temo che il nostro pedinatore stia dalla parte dei buoni: polizia! Quindi non credo che andrò a chiedergli se vuole un caffè… Stamattina tra l’altro l’ho visto mentre si mangiava qualcosa in macchina, domani guardo meglio, se sono ciambelle non ci saranno più dubbi: è un poliziotto!

Oggi sarebbe anche stato il compleanno di Elaine, zia di Lance e mamma di Lachlan, il cugino più legato a noi. Elaine se ne è andata tre anni fa per un tumore, ancora troppo giovane. Una persona speciale davvero. Per festeggiarla siamo usciti con alcuni cugini al ristorante che a lei piaceva tanto e dove anche noi abbiamo cenato assieme a lei l’ultimo giorno che abbiamo condiviso, quattro anni fa. Per l’occasione è venuto a trovarci anche un cugino da Melbourne, Haydn (per quelli di voi che conoscono un po' la famiglia, è il fratello di Katrina). E’ stata una bella serata, Lance però è tornato a casa con il mal di pancia… e sua mamma se la spassa dalle risate!

10/02/10



Lance:
Purtroppo non ho avuto il tempo di scrivere nulla negli ultimi due giorni… ho un lavoro grosso in corso che vorrei finire entro lunedì, quando arriveranno i nostri amici tedeschi e ci prenderemo alcuni giorni di vacanza prima di tornare a casa. Ma se quando Chiara non scrive niente per qualche giorno ci sono una marea di proteste, fin’ora io non ho sentito niente, anzi solo qualche sospiro di sollievo…. In effetti neanche oggi non ho niente di tanto interessante da dire. Chiara ha fatto la sua ultima lezione di italiano, ma dirà lei come è andata. Io invece sto lavorando tanto, praticamente sono incollato dal sudore alla sedia. Oggi 39 gradi ma con un tasso di umidità molto alto. E’ il terzo giorno di fila di caldo, domani promettono un po’ di fresco (31 gradi).
Come notizie, posso solo raccontarvi che da tre-quattro giorni pensiamo di essere sotto osservazione… o pedinamento. C’è sempre un uomo parcheggiato davanti a casa nostra ogni mattina. Fa finta di leggere il giornale e sta lì per ore. Poi, nel pomeriggio, al suo posto arriva una donna in un’altra macchina. Mia mamma è un po’ paranoica, ha paura che siano i proprietari della casa… nel suo contratto di affitto non può ospitare persone per più di 15 giorni consecutivi…. abbiamo infranto le regole! Seriamente però, credo che prima o poi Chiara andrà a chiedergli se vuole un caffè…

Finally some English! I’ve been too busy working lately to write anything. I have a big job that I’d like to finish before next Monday, when our German friends Ansgar & Sabine are coming and we’ll take a few days’ holiday, before flying back to Italy. Today was hot again, 39 degrees, but also very humid, so it was uncomfortable, hard to work when you’re stuck to the chair with sweat! It should “cool down” to 31 degrees tomorrow.

Chiara:
Una bella cosa di qui è che, per quanto si creda di aver raggiunto il limite della propria idiozia (tipo correre con 39 gradi al sole, oggi, io), si può star sicuri di essere sempre in gran buona compagnia!!
Ma ditemi voi che devo fare, il clima qui è quello che è, e ormai mi sono iscritta a questi 30km della Belluno-Feltre del 28 febbraio …e senza allenamento mica ci arrivo alla fine! Il piano era di aiutare Enrico nel suo primo lungo in preparazione della maratona, e invece sarà lui a dovermi tirare per il collo! (Te l’avevo detto Luca, che stavamo creando un mostro).
Oggi ho anche concluso il mio lavoro come insegnante. Bella esperienza, ho imparato certamente più io di loro! Ho utilizzato quante più tecniche per l’apprendimento della lingua straniera potevo, sperimentando specialmente le ultime apprese nel mio corso a Venezia. A fine lezione siamo uscite tutte assieme a pranzo per i saluti e ho potuto chiedere quali attività avessero trovato più utili. Non mi sono stupita nel sentirmi nominare quelle che piacevano di più anche a me… Credo davvero che alla fine ciò che conta sia il modo in cui veicoliamo i nostri messaggi, quanta parte di noi e quanta convinzione siamo pronti a condividere.
Ragazzi, oggi ho proprio esagerato, ho preso troppo sole e mi sono un po’ scottacchiata… shhh…. non ditelo a mia suocera, sto cercando di mascherarmi con cappelli e passandole vicino solo in velocità… io ho sempre sostenuto contro i suoi avvertimenti che sono mediterranea e non mi scotto come loro!!

09/02/10



Chiara:
Altra ondata di caldo, seppur minore, tre giorni di quasi 40 gradi con in più un’alta percentuale di umidità. Ormai però ho capito che anche questo ha la sua bella controparte: nei giorni più caldi il mare da il meglio di sé. I colori sono ancora più decisi: il bianco della sabbia, l’azzurro intenso del cielo e il blu smeraldo dell’acqua, che diventa calda al punto giusto.
Solo che alle due di pomeriggio temo proprio di non farcela a percorrere i 200 metri che mi separano dalla mia oasi di salvezza, e comunque una volta lì che faccio, mi ustiono se ci rimango per più di mezz’ora! Ci si potrebbe andare più tardi… sarebbe davvero meraviglioso rimanere alla spiaggia fino a quando si fa sera e tornare a casa rinfrescati…
Ma ecco che immancabile compagno dei 40 gradi, arriva pure l’indeclinabile invito a cena per le 5.00 del pomeriggio!
Possibile che questi non si ricordino che nella cultura dei loro antenati alle cinque si prende il te con i biscotti e non si cena con agnello arrosto e verdure al forno!
Comunque stasera, scusate, oggi pomeriggio, siamo a cena da Pam e Mike, una sorella della mamma di Lance. Al momento con loro abita una figlia in via di separazione con le sue due meravigliose bimbette bionde. Una situazione idilliaca. Praticamente in questo periodo i cugini di Lance, più il fratello, si dividono equamente tra quelli che aspettano un figlio e quelli che si stanno separando, alcuni entrambe le cose contemporaneamente. C’est la vie!
Pam rappresenta anche il lato più new age della famiglia Jeffries e di lavoro legge i tarocchi, organizza ritiri spirituali (non come quelli di Leo naturalmente…), consiglia le persone (e questa cosa mi terrorizza), insegna reiki e tutte quelle cose lì… mi scuso se sproloquio ma ammetto di essere ignorante su questi temi. Però questa occasione non me la lascio scappare e mi faccio sempre leggere le carte da lei quando vengo in Australia! Certo che non credo ad una parola di quello che mi dice, ma mi piace sentir parlare di me, piace a tutti no? E’ un po’ come guardarsi allo specchio, vedere l’immagine di noi che riflettiamo sugli altri. Beh, a parte i particolari piccanti (magari ce ne fossero…), vi racconterò tutto quello che mi dirà.

08/02/10






Chiara:
La differenza di fuso orario tra Italia e Australia fa sì che per il lavoro il lunedì sia per noi festa. Di solito lavoriamo di sabato e il lunedì ce la spassiamo, proprio mentre voi dormite ignari al calduccio sotto le coperte… Oggi, in particolare, ne abbiamo approfittato per una bella gita con Dot a nord della città, dove si trova la chiesetta di famiglia.
I Jeffries, cognome materno di Lance, sono stati una delle prime famiglie del vecchio mondo a raggiungere la colonia britannica del Sud Australia e quindi la storia di questo paese è un po’ anche la loro… Questa chiesetta minuscola e molto poetica si trova in un terreno che ora è di proprietà del ministero della difesa, che al momento fortunatamente non ha nessuna intenzione di raderla al suolo…
Io non c’ero mai stata, Lance sì ma da piccino. Quello che colpisce di più è il luogo, un po’ desolato e molto australiano, in cui questa chiesetta è stata eretta. E’ emozionante averne le chiavi e trovarci dentro le foto e le targhe con i cognomi familiari. Accanto alla chiesetta c’è pure un piccolo cimitero di famiglia, ancora più desolato, dove sono sepolti i nonni materni di Lance. A me quel cimitero è piaciuto molto, tra gli alberi di eucalipto e l’arida terra rossa australiana.

07/02/10









Lance:
Dolphin run, la corsa dei delfini, prima edizione. 10 km (andata e ritorno) lungo il mare su una pista ciclabile, alle 7 di mattina. Giorno perfetto, la temperatura è arrivata a 35 gradi ma alle 7 di mattina era ancora “fresco”. La mia corsa è andata così così, sono partito un po’ troppo piano e ho fatto fatica al ritorno. C’era un mio amico (il marito di una cugina di terzo grado) 30 secondi davanti ma non sono risucito a prenderlo. Lui è arrivao 5°, io 6° ma non c’era un granché di concorrenza, almeno nella gara maschile… come al solito qui c’erano quasi più donne che uomini e la gara femminile è stata molto sentita… ho corso un po’ con la prima donna e, al ritorno, quando gli altri dovevano ancora girare, tutte le altre donne in gara la incorraggiavano. Dopo la corsa un bagno al mare, mare calmo piatto, acqua freschissma, quasi un recupero alla “Paula Radcliffe” (che fa il bagno nell’acqua ghiacciata per calmare le infiammazioni). Funziona, ci si sente molto bene dopo.
Dopo le premiazioni (con il solito ministro per lo sport) siamo andati con Andrew e Lara (cugina di terzo grado) a mangiare un bel breakfast: io e Chiara abbiamo scelto i pancakes, ci hanno portato una porzione mastrodontica, non ce l’ho fatta a finirli (Chiara si…). Dopo a casa, un veloce giro in bici per restituire la bici a mio cugino, e poi al Botanic Park in centro città per l’annuale picnic di cugini da parte di mia mamma. Poiché c’ero io è stata una rara occasione per vederci tutti assieme. Partita di cricket, Chiara ha stupito tutti e nonostante la tecnica sbagliata ha giocato benissimo, segnando almeno 20 “runs”.
Ora sono tornato a casa, stufo muerto, forse vado a bermi una biretta finchè guardo il tramonto. Vitaccia.

Chiara:
Confermo, la corsa di oggi è stata un’altra bella esperienza, soprattutto vedere il mare all’alba, questa mattina era tutto rosa. I dieci km non sono in genere una distanza con cui vado molto d’accordo, ma mi sono impegnata a sufficienza e poi ormai mi butto a fare un po’ di tutto. Cricket compreso!! Non ho capito una MAZZA di quello che stavo facendo ma Lance mi assicura che sono andata bene, meglio degli altri pare… gli stessi altri che si sono ben guardati dall’ammetterlo… Qui credono ancora che avrebbero potuto vincere l’ultimo mondiale di calcio perché alle qualificazioni ci stavano battendo se non fosse stato che si sono presi un gol fuori tempo da noi, e quindi era tutto truccato (dicono loro…). Il picnic è stato molto carino, il parco nel mezzo della città è davvero stupendo, con grandi alberi a far ombra sull’erbetta verde e soffice… quanto avrei voluto stendermi e dormire su quelle coperte…